ilaria zuanazzi

Ilaria Zuanazzi,
Professore Associato di Diritto Canonico e Diritto Ecclesiastico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino

Discriminazioni ingiustificate

Le forme di violenza possono essere diverse: oltre alle aggressioni fisiche o verbali, anche le imposizioni costrittive, che limitano la libertà e le potenzialità espressive delle persone possono essere percepite come una violenza. In questa prospettiva, pure le discriminazioni ingiustificate, vale a dire le differenze di trattamento che non corrispondono alla reale dignità e alle effettive capacità delle persone, costituiscono delle violenze che sviliscono ed emarginano alcuni soggetti dalla vita della comunità e del suo ordinamento giuridico.

È noto come gli ordinamenti giuridici di alcune tradizioni religiose (in particolare dell’Islam, dell’Ebraismo e della Chiesa Cattolica) prevedano trattamenti differenziati e ruoli diversi tra gli uomini e le donne. Questa impostazione può essere compresa anche alla luce dello sviluppo storico delle tradizioni religiose e dell’influenza dei presupposti culturali, sociali e giuridici prevalenti nelle comunità e nelle epoche storiche in cui si sono consolidati i loro ordinamenti giuridici, ampiamente ispirati a un sistema patriarcale di prevalenza della posizione dell’uomo su quella della donna. Il confronto con l’odierna emancipazione femminile fa pertanto emergere nel dibattito interno alle tradizioni religiose significative tensioni e ambiguità: di fronte alle sempre più pressanti rivendicazioni dei diritti delle donne occorre chiedersi se siano ancora giustificabili e comprensibili simili disparità di trattamento rispetto agli uomini; vale a dire se le differenze trovino una radice necessaria negli ideali della dottrina religiosa o se, invece, siano il portato di influenze culturali che si possono oggi considerare superate