biblioteca la pira, palermo

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Nel mutare del paesaggio religioso e nel pieno di un religious global warming è oggi necessaria una massiccia immissione di sapere e la costruzione degli specialismi che questo sapere sappia produrlo.

La Biblioteca La Pira, parte di RESILIENCE, infrastruttura europea di ricerca sulle scienze religiose, si propone di essere un luogo ad altissima specializzazione, una delle maggiori biblioteche al mondo sulla storia e le dottrine degli islam capace di fornire quelle conoscenze indispensabili per attraversare una fase ricca di opportunità e al contempo di rischi.

La Biblioteca La Pira ambisce a interloquire con i protagonisti e guidare i processi riformatori. Modellata sull’esperienza sessantennale della Fondazione per le scienze religiose di Bologna (FSCIRE), nasce come gemmazione della Biblioteca Dossetti, che per dimensioni e qualità specialistica ha assunto una funzione di rilievo su scala globale per la storia del cristianesimo e guscio di un’équipe di ricerca che coordina l’infrastruttura di ricerca europea in questo settore e che porterà a Palermo il primo hub collocato nel mezzogiorno.

La Biblioteca La Pira, istituita a Palermo nell’autunno del 2018, è indipendente nella ricerca e nell’interlocuzione con le grandi istituzioni del mondo impegnate sui vari fronti – dalla filologia alla de-radicalizzazione, dalla prevenzione del fondamentalismo alla conoscenza dell’islam italiano.

La Biblioteca La Pira trova sede grazie all’impegno italiano (dal Governo all’arcidiocesi di Palermo) e si muove lungo tre direttive principali:

i) vuole pianificare e realizzare un’operazione culturale di lungo respiro che “curi” con il sapere uno dei nodi principali e più complessi del futuro dell’Europa e del

Mediterraneo, ponendosi come obiettivo quello di diventare una delle principali biblioteche al mondo in cui tutte le tradizioni dell’islam vengano rappresentate;

ii) vuole stabilire a Palermo un hub cruciale dell’infrastruttura europea di ricerca nelle scienze religiose (infrastruttura che FSCIRE ha proposto, per la quale ha concorso e ha vinto a livello europeo), garantendo alla città una funzione di capitale del sapere e di polo attrattivo di research diplomacy nel mediterraneo;

iii) vuole anticipare – in questo sta la ragione dell’intestazione a Giorgio La Pira – con la ricchezza del suo patrimonio librario e archivistico la via alla convivenza fra tradizioni che, abitando insieme, testimoniano il contributo alla costruzione di una area dei diritti e della pace che dovrà ancora venire, e che ha bisogno del meglio di ciascuna grande radice spirituale.

La Biblioteca La Pira non domanda dunque e non accetterà finanziamenti di paesi islamici: chiederà di donare libri cartacei e digitali che ne accrescano così il patrimonio.

La sua attività è portata avanti da un nucleo scientifico e bibliotecario costituito da solo personale impiegato full time, permanente e residente. A oggi il gruppo di ricerca è costituito da 2 dottorandi, 1 junior fellow e 2 senior fellow – selezionati tramite concorso – e da 2 bibliotecarie, con anni di esperienza nel campo, selezionate anch’esse tramite concorso e sulla base di una serie di competenze linguistiche (arabo, urdu, farsi, ecc.) e biblioteconomiche.

La Biblioteca La Pira agirà come leva di leadership scientifica del paese su scala europea e internazionale, proponendo un’agenda di priorità nei rapporti con altri paesi condivisa con la diplomazia italiana e con il bouquet dei donatori.

Non è, non vuole diventare e non sarà un “istituto del mondo arabo”, non è una “scuola per imam moderati”, non è un organo del “dialogo interreligioso”, non è un centro di astratta erudizione.

La Biblioteca di Palermo, amministrata dal Consiglio di Amministrazione di FSCIRE, presieduta dal professore Alessandro Pajno, segue pochi e chiari principi:

– il rigore cenobitico del lavoro (non una fabbrica di conferenze, ma una fabbrica di sapere con 50 ore di apertura e lavoro settimanale);

– l’eccellenza scientifica (a partire dalla padronanza delle lingue per l’accesso alle fonti e agli studi), che costringa a pensare la divulgazione come conseguenza del sapere, non come un suo surrogato;

– la cura di un sistema di relazioni internazionali di primo livello (quindi pochi e selezionati partner nel mondo arabo, nelle Americhe, nei Balcani, nel Caucaso, in Persia, Cina, Russia, Europa), che attraverso la rete dell’Infrastruttura di ricerca europea delle scienze religiose avvalori la leadership e la visibilità italiana;

– la piena indipendenza dalle università e dalle comunità di fede, che eviti condizionamenti opportunistici e permetta di avere concorsi rigorosi e aperti.

Per quanto attiene alle risorse, la Biblioteca La Pira conta sull’impegno del Governo italiano e dei grandi players della cultura nazionale ed europea, su donazioni e sul successo in procedure competitive europee, funzionali a coprirne il funzionamento, che a regime costerà in tutto meno di 3 milioni l’anno.

Per avviare la Biblioteca La Pira l’arcidiocesi di Palermo ha messo a disposizione due edifici in centro storico che devono subire profondi restauri, e da subito l’intera ala Est del complesso di Santa Silvia dove i primi 174.000 volumi digitali e in carta trovano già posto. Riservando all’esterno una tenda per la preghiera, la Biblioteca è attiva dal 2018 ed è dotata di una foresteria in città.

Per la raccolta dei libri, una prima fase suppone la creazione di un nucleo costituito dalla sezione Islam della Biblioteca Dossetti (che viene digitalizzata e trasferita), la pregiatissima Biblioteca Noja (di cui si chiede il trasferimento con il commissariamento della Fondazione Noja di Lesa, ormai inerte), la Biblioteca Bori e altri fondi digitali.

È inoltre in corso un colloquio per ospitare gli uffici del TIMA – The Islamic Manuscript Association, una delle reti di filologi più accreditate.

Tra il 2018 e il 2020 i bibliotecari e i ricercatori hanno già stretto o stringeranno collaborazioni e rapporti con grandi istituzioni di numerosi paesi, tra cui Albania, Algeria, Arabia Saudita, Azerbaijan, Bangladesh, Bosnia, Cina, Egitto, Federazione Russa, Giordania, Dubai, Kazakistan, Iran, Iraq, Israele, Libano, Libia, Mali, Marocco, Malesia, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Siria, Sudan, Tanzania, Tunisia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, USA, Yemen.

Le collaborazioni sono finalizzate all’acquisizione di doppi, rari e doni sulle orme delle grandi biblioteche della tradizione islamica.

La Biblioteca La Pira nel 2019 ha avviato una serie di progetti, tra cui:

1. ospitalità della International Biennial Conference 2021, tenuta da IQSA – The International Quranic Studies Association;

2. l’ospitalità dell’esibizione permanente della mostra fotografica su Egitto e Yemen, realizzata e curata dal professor Giovanni Canova.

Sono inoltre possibili e vicini nel tempo partenariati con la DG Devco europea.

L’arrivo dei libri a Palermo sarà anche l’occasione celebrativa per simposi e incontri con le autorità dei paesi donatori e la testimonianza concreta di quanto la qualità scientifica dei lavori possa essere feconda.