carocci

  • giuseppe ruggieri, della fede, 2014
    I cristiani credono in un racconto – quello evangelico – e vivono di esso. Il volume parla della storia di questo racconto, dal principio fino a oggi. È un racconto strano. Nessuno può fornire la certezza che esso sia vero e accoglierlo equivale quindi a fare una scommessa sulla propria vita. Ma il racconto, senza essere fondato, pretende di dare un fondamento all’esistenza umana che ne viene illuminata. La certezza deriva dalla luce che promana da esso, non da quella che noi proiettiamo su di esso. La cultura contemporanea non conosce invece altra certezza che quella fondata sulla luce che l’uomo proietta sulle cose, usando della propria ragione senza la guida di un altro. Il racconto genera quindi una lotta che – e questa è una stranezza ancora più grande – non tende tuttavia a eliminare l’avversario, ma a caricarsi dei suoi dubbi, senza distruggerli, anzi cercandovi una benedizione nascosta.
  • a cura di a. melloni, g. ruggieri, il vangelo basta. saggi sulla fede e sullo stato della chiesa in italia, 2010
    A Firenze, nel maggio 2009, si è svolto un incontro tra cristiani di varia provenienza che hanno messo in comune il loro grande disagio nei confronti degli atteggiamenti dominanti delle gerarchie cattoliche e la convinzione al tempo stesso che “il Vangelo basta”, che per collocarsi cioè nell’attuale contesto storico occorre restare fedeli allo stile di Gesù di Nazaret. Da quell’incontro è nato questo libro, che restituisce una chiesa viva, non rassegnata ai tentativi di spegnere le istanze dell’ultimo concilio. Il Vangelo viene rivisitato nella sua concretezza, espressa nell’immagine di Gesù che “tocca” i corpi e guarisce. E vengono altresì evocate le grandi scelte conciliari che delineano una chiesa di “eguali nella dignità”: la centralità della liturgia, l’imitazione della povertà del Cristo, l’esperienza e la pratica della misericordia. E tutto questo viene messo ancora a confronto con l’evoluzione recente della Conferenza episcopale italiana da una parte e con le espressioni dell’attuale disagio ecclesiale dall’altra.
  • silvia scatena, la teologia della liberazione in america latina, 2008
    Sviluppatasi tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta del secolo scorso, la teologia della liberazione in America Latina ha messo in discussione i condizionamenti ideologici, socio-politici ed ecclesiali di una teologia segnatamente europea nelle sue preoccupazioni e nelle sue prospettive, e lo ha fatto a partire da un diverso rapporto con la realtà, sottolineando la necessità di adattare la teologia alle diverse situazioni culturali e socio-politiche. Il testo ripercorre l’itinerario essenziale della teologia della liberazione, così come si è articolato in America Latina, in contesti segnati dalla povertà e da una militarizzazione violenta.
  • massimo faggioli, breve storia dei movimenti cattolici, 2008
    Comunione e Liberazione, Opus Dei, Legionari di Cristo, Comunità di Sant’Egidio, Focolari, Neocatecumenali. Sono solo le sigle più note all’interno della galassia dei movimenti ecclesiali. Questa galassia ha una storia, che nasce dopo il Concilio Vaticano I, attraversa il Vaticano II e si svolge lungo tutto il Novecento: è una storia che anticipa e prepara l’espansione dei movimenti negli ultimi tre decenni, da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. Qual’è il significato di questo fenomeno? I nuovi movimenti sono le divisioni militanti del nuovo cattolicesimo lanciato alla riconquista della società? Oppure, al contrario, l’esuberanza dei movimenti costituisce un elemento di divisione e dissimula la debolezza della chiesa cattolica? Comprendere la storia di questo nuovo volto del cattolicesimo è la chiave per cogliere uno snodo dei rapporti tra chiesa, politica e società contemporanea.
  • giuseppe ruggieri, la verità crocifissa, 2007.
    La situazione dello spirito umano è oggi determinata da un pluralismo radicale delle culture, delle religioni e dei valori. Persino il grande ideale della tolleranza si dimostra inadeguato ad affrontare i nuovi problemi della convivenza umana. L’altro, infatti, non vuole soltanto essere tollerato nello spazio privato della sua esistenza, ma vuole esprimersi pubblicamente nella sua stessa diversità, vuole essere riconosciuto con il suo volto. La teologia cristiana è capace di affrontare creativamente questa nuova situazione dello spirito? La risposta che il libro propone è positiva, ma ad un patto: che la teologia si riappropri della tradizionale identificazione della verità con la vicenda umana di Gesù di Nazaret. Infatti, in quella vicenda la verità appare come consegna all’altro, come capacità di farsi carico dell’altro “lontano?, senza condizioni. E allora essa svela la sua grammatica più profonda, quella dello “star-sotto? sostenendo l’altro. L’autore costruisce la sua riflessione partendo dalla determinazione dello statuto della verità, per chiarire quindi la dinamica della sua comunicazione attraverso i linguaggi dell’esistenza umana, personale e collettiva