einaudi

  • Giuseppe Ruggieri, ritrovare il concilio, 2012
    Quell’evento di cinquant’anni fa ha qualcosa da dirci per il futuro? Cosa fu veramente il concilio Vaticano II e perché tanti vogliono rimuovere quello che fu, facendolo evaporare in questioni puramente retoriche? Cinquant’anni fa, l’11 ottobre 1962, si apriva a Roma il concilio Vaticano II, che avrebbe cambiato il volto della chiesa cattolica. Alcuni negano questo fatto, altri dicono che il mutamento non toccò la sostanza delle cose. Altri ancora che il concilio fu un tradimento della tradizione. Giuseppe Ruggieri evidenzia i nodi centrali che hanno fatto del concilio un evento singolare, che ha dato inizio a una nuova stagione della chiesa: l’atteggiamento davanti alla Parola testimoniata nelle Scritture ebraico-cristiane, dopo la controversia antiprotestante; la considerazione della storia moderna non piú ridotta a una congiura dei malvagi contro l’autorità della chiesa; la concezione della chiesa stessa nella sua liturgia, nel suo governo, nel rapporto con le chiese non cattoliche; la considerazione degli «altri»: gli ebrei, le grandi religioni dell’umanità, le società fondate sul riconoscimento dei diritti umani, primo fra tutti la libertà religiosa.
  • Alberto Melloni, papa Giovanni, 2009
    È davvero un mistero il modo in cui un uomo come Angelo Giuseppe Roncalli, cosí intriso della tradizione della grande Chiesa che si respira nei secoli e non in un fazzoletto di intransigenza papale, pensa la sua vita di cristiano e promuove un concilio per il rinnovamento ecclesiastico nel segno dell’unità dei cristiani, dei credenti, del genere umano? Alberto Melloni risponde di no. E con questo libro muove dalla cultura di Giovanni XXIII, dalle sue esperienze e dalle sue aspirazioni. Spiegando perché egli volle il concilio Vaticano II come un «balzo innanzi» nella comprensione del Vangelo e nell’oggi della fede.
    «Dopo decenni nei quali il papato romano aveva preteso di attingere autorevolezza dall’uso dell’autorità e su questa esigeva e otteneva devoto plauso, Angelo Giuseppe Roncalli attingeva alla dimensione spirituale e su questa costruiva un consenso “miracoloso”. Quello che era stato per quasi trent’anni uno dei piú efficaci diplomatici della Santa Sede, faceva della “santità” del papa non un attributo intimo e distinto dal potere di governare e d’insegnamento, ma la sostanza della professione cristiana e della funzione di vescovo.
    Nessuno lo sapeva, ma dietro questo rilievo della dimensione spirituale stava una scelta e uno stile: ciò che aveva tenuto vivo da quasi settant’anni il fascicolo di appunti, esercizi ed esami di coscienza raccolti poi ne Il Giornale dell’Anima, i lunghi diari e le agende che sono una quotidiana verifica del proprio stile.
    È da questo stile che nasce l’obbedienza del concilio, apparso inatteso fra le cose (un segretario di Stato, la lista dei cardinali e una santamorte) che tutti si aspettavano da lui».
  • Alberto Melloni, l’inizio di papa Ratzinger, 2006
    La fisionomia intellettuale e spirituale di papa Ratzinger, a dispetto dei semplicismi adulatori e denigratori, è tutta nota. I capisaldi del suo pensiero emergono nella biblioteca di studi, saggi, conferenze che egli aveva già pubblicato prima dell’elezione al soglio pontificio. Al contrario, lo stile di governo di Benedetto XVI rappresenta una incognita sulla quale i primi mesi del pontificato gettano luci diverse rispetto a quelle dell’èra Wojtyla. Nel conclave del 2005 ci sono alcune chiavi di lettura e forse anche un’agenda capace di spiegare lo stile del nuovo papa. Alberto Melloni ci offre un profilo del nuovo papa ripercorrendone l’elezione e l’avvio del pontificato. Un pontificato di decantazione, che con il suo rimanere appartato dalla scena mediatica riconsegna alla chiesa la responsabilità della qualità della propria vita cristiana.
  • Alberto Melloni, chiesa madre, chiesa matrigna, 2004
    È davvero impossibile riflettere sulla chiesa? Bisogna rassegnarsi a ricevere su di essa solo ironie e menzogne, emozioni e semplicismi, banalità pettegole o adulatorie? Questo libro – serrato e pensoso – dice di no: mettendo i problemi in prospettiva storica si può leggere ciò che agita il vasto mondo cristiano e la chiesa cattolica in questo tempo. Emergono cosí frammenti di una realtà complessa a monte della quale stanno le decisioni prese e mancate al Vaticano II, e nel cui futuro si colloca già il concilio «sognato» dal cardinal Martini – coi suoi chi e i suoi che cosa. In un cristianesimo per cui è inutile parlare di crisi o di trionfi si manifestano cambiamenti che sul piano puramente storico ne stanno ridisegnando la fisionomia, l’agenda, i problemi – ma che alla fine consegnano alle singole chiese le domande piú essenziali.
    Discorso storico: dunque privo di pretese; ma anche un viaggio rapido e affascinante nella complessità della storia recente, nella quale si trovano le radici e gli inciampi di un presente in divenire.