athenagoras, il patriarca (1886-1972)

V. Martano, Athenagoras, il patriarca (1886-1972). Un cristiano tra crisi della coabitazione e utopia ecumenica, Il Mulino, Bologna, 1996, pp. 560

L’abbraccio tra Athenagoras e Paolo VI, il 6 gennaio 1964 a Gerusalemme, è una delle immagini più note della stagione del Concilio. Per la prima volta, dopo secoli di distanza e di ostilità, le Chiese di Oriente e di Occidente si riscoprivano sorelle. Ma la figura di Athenagoras non è racchiusa solo in quell’abbraccio. Il suo itinerario religioso e politico si intreccia infatti con le vicende più significative del ‘900, tanto che la sua vita è per molti aspetti la storia di un secolo. Questo libro la racconta offrendo, con fonti inedite, un nuovo sguardo su una delle figure più ricche e complesse dell’ortodossia contemporanea. Suddito ottomano, Athenagoras fa esperienza della coabitazione multietnica e multireligiosa, che lascia in lui una profonda traccia. Testimone oculare dei fermenti balcanici, assiste alla frammentazione della compagine dell’impero e all’emergere del particolarismo etnico e religioso. L’apertura ai più diversi contributi della cultura contemporanea ne fa una figura complessa, che emerge dal mondo ellenico per acquistare una dimensione internazionale. Uomo balcanico, monaco e poi vescovo greco, trova negli Stati Uniti d’America la forma moderna e laica dell’impero multinazionale della sua giovinezza e intreccia la sua vicenda con le problematiche politiche della guerra fredda. Eletto patriarca di Costantinopoli nel 1948, promuove l’unità dell’ ortodossia, contrastando l’emergere di tensioni nazionali e di particolarismi etnici. Lavora tenacemente per l’incontro tra cristiani di confessioni diverse: il suo ecumenismo è tutto racchiuso in quella che egli chiama la filosofia “dello sguardo reciproco”, dell’incontro fraterno, scevro di discussioni teoriche e teso a ricostruire l’originaria fraternità tra i credenti. Coltiva così il sogno del ritorno ad una Chiesa indivisa, in cui tradizioni diverse convivano in profonda armonia e nella reciproca complementarità. La ricchezza della sua personalità e l’attualità delle problematiche che affronta lo rendono una figura decisiva nella storia del cristianesimo contemporaneo. Come nota Andrea Riccardi nella sua Prefazione, questa opera restituisce “spessore storico alla vicenda del patriarca, troppo trascurata dalla storiografia”.