la cattura della fine

La cattura della Fine. Variazioni dell’escatologia in reggime di cristianità, a cura di G. Ruggieri, Marietti, Genova, 1992, pp. XXXI-281

La “cristianità”, nelle sue varianti storiche, comprende una serie di istituzioni e di esperienze culturali che vanno al di là della comunione della fede e della esperienza di questa fede e tendono a inglobare valori, pratiche e ideologie che, nel linguaggio evangelico, appartengono piuttosto al mondo. La realtà che nel Medioevo si configurò come “cristianità” rese, per così dire, omogeneo il regno di Dio ad una determinata porzione di storia, nel bene e nel male. Ma anche nel riferimento ideale alla cristianità, così come si afferma dalla restaurazione ottocentesca fino ai progetti contemporanei di “nuova cristianità”, opera la stessa istanza di “omologazione” del regno di Dio alla storia degli uomini, sia pure credenti. Esiste quindi un “tormentato nesso” tra la coscienza escatologica da una parte e i vari regimi di cristianità dall’altra. Mai si è data coesistenza pacifica tra l’attesa del regno di Dio e quei regimi. Laddove potrebbe sembrare che questa coesistenza sia stata raggiunta, di fatto assistiamo all’assorbimento o all’uso strumentale delle tematiche escatologiche. Il fenomeno più palese di questo tormentato nesso è dato dal fatto che la condizione escatologica, da condizione comune dei credenti, è diventata invece un appannaggio esclusivo di alcuni di essi (i monaci). Di questo tormentato nesso danno testimonianza gli studi raccolti in questo volume, frutto di un pluriennale seminario di ricerca dell’Istituto per le Scienze religiose di Bologna. Tra i risultati più interessanti della ricerca c’è la “riserva” che le scritture cristiane hanno sempre costituito per quanti non hanno rinunciato all’alterità escatologica. A partire dall’epoca moderna poi, con la “secolarizzazione” crescente delle speranze degli uomini, il messaggio escatologico del cristianesimo si trova ulteriormente sfidato nella sua identità. Risulta sempre attuale quindi la lezione di coloro che, come alcune figure monastiche, pur nella contraddizione della loro pretesa esclusività escatologica, o come un Kierkegaard, in tempi più recenti e dentro il processo di secolarizzazione delle stesse chiese, hanno cercato di vivere il messaggio cristiano in tutta la sua radicalità.