l’altra roma

A. Melloni, L’altra Roma. Politica e S. Sede durante il concilio Vaticano II (1959-1965), Il Mulino, Bologna 2000, pp 410

L’inizio degli anni Sessanta segna per la Roma ecclesiastica un cambiamento profondo, al suo interno e nelle relazioni con il mondo della politica: i mesi dell’annunzio, preparazione e celebrazione del concilio Vaticano Il segnano anche l’inizio della Ostpolitik il profondo ripensamento dell’atteggiamento verso l’Israele della fede e della storia la scelta di agire per la pace, la intuizione della dignità della persona umana come criterio, il primo distanziamento rispetto alla dialettica parlamentare italiana. Nelle grandi crisi del periodo – da Cuba al Congo, dal Vietnam a Budapest, dall’Algeria a Dallas – il prestigio vaticano cambia e cresce. Giovanni XXIII lascia al suo successore non solo un concilio da finire, ma un nuovo protagonismo. L’altra Roma – quella dei governi, delle grandi potenze, dei paesi che scivolano verso le dittature e di quelli che lottano per l’indipendenza – scopre nel concilio una chiesa capace di una universalità senza ideologie e di un discepolato dimentico di sé. Questo volume racconta tale passaggio affascinante con rigore e completezza, restituendo le informazioni e le opinioni dei leaders di quel mondo – da Kennedy a Chruscev, da Johnson a Breznev, da De Gaulle ad Adenauer, da Franco a Salazar, da Fanfani a Spaak, da Nasser a Golda Meir – così come sono fissate in migliaia di dispacci diplomatici finora inediti, provenienti dagli Archivi dei ministeri degli esteri di Bruxelles, Bonn, Buenos Aires, Gerusalemme, L’Aja, Lisbona, Londra, Montreal, Mosca, Parigi, Roma, Washington. “Per decenni il papato, privo del potere temporale, ma ancora voglioso di assaporarne almeno gli effetti, s’era mosso credendo che una schierata visibilità e l’autorevolezza internazionale fossero il muro di cinta entro il quale potevano essere difese la fede e la disciplina. La svolta del Vaticano II esalta la debolezza come virtù politica”.