un pastore tra fede e ideologia

G. Battelli, Un pastore tra fede e ideologia. Giacomo M. Radini Tedeschi 1857-1914, Marietti, Genova, 1988, pp XIII-456

Il volume è dedicato alla figura di Giacomo Maria Radimi Tedeschi, membro di un’antica famiglia aristocratica del Ducato di Parma e Piacenza. sacerdote a Piacenza durante l’episcopato di mons. Scalabrini giovane e brillante prelato nella Roma di Leone XIII, vescovo di Bergamo negli anni della crisi modernista. L’opera intende cogliere l’intreccio di una vicenda personale, misurabile nell’arco di alcuni decenni, con una storia collettiva e cronologicamente più dilatata. In un duplice senso. Da un lato nella direzione di un collegamento, sul lungo periodo, tra la vicenda individuale di Giacomo Radini e l’itinerario del proprio antico casato dal netto orientamento cattolico-romano. Dall’altro, nell’individuare in Radini una figura esemplare del cammino di un gruppo di chierici formatisi nella seconda metà dell’Ottocento e destinati ad esprimere in buona parte la “classe dirigente” ecclesiastica dei primi decenni del Novecento. Due diversi binari si vennero in certa misura ad affiancare e poi intersecare: quello degli eredi “curiali” della stagione di Leone XIII e del segretario di stato Rampolla (tra questi Giacomo Della Chiesa/Benedetto XV) e quello di una provincia ecclesiastica lombarda avviata a una chiara leadership istituzionale nel cattolicesimo italiano del Novecento (tra i quali Achille Ratti/Pio XI). Radini, oltre che amico personale dei due futuri pontefici fu protagonista di entrambi questi fenomeni. II suo itinerario è dunque stato in gran parte esemplare nell’ambito più generale della storia di una generazione, o meglio – al suo interno – di una élite di giovani sacerdoti dell’Italia nord-occidentale condotta da circostanze particolari, congiunte talora alla propria elevata origine sociale, a compiere un cammino di responsabilità ai vertici della chiesa cattolica.