felice balbo

Felice Balbo (1913-1964), intellettuale e filosofo torinese, fu protagonista di alcune delle esperienze più interessanti della storia politica e culturale d’Italia a partire dalla II guerra mondiale. Collaboratore stretto di Giulio Einaudi nella sua casa editrice (dal 1942), membro prestigioso del gruppo dei “cattolici comunisti” di Franco Rodano e Adriano Ossicini (1943-1945), esponente del Partito comunista prima di una rottura clamorosa (1945-1950), quindi ispiratore in proprio di un laboratorio di riflessione e azione culturale sui grandi problemi della società italiana negli anni della ricostruzione e del “boom” economico, Balbo fu uno dei punti di riferimento più importanti per la Sinistra democristiana, accanto e in parallelo a Giuseppe Dossetti.

Nella sua riflessione filosofica cercò di pensare una nuova antropologia che superasse le ideologie fallite con la seconda guerra mondiale. Si accostò in modo originale alla filosofia dell’essere e al tomismo come strumento di lettura e di rifondazione del pensiero moderno. La ricerca biografica su di lui intende cogliere soprattutto i contesti entro cui volta a volta Felice Balbo si mosse, nella convinzione che il suo percorso sia emblematico di un’intera stagione di cultura politica italiana.

Vi lavora: Giovanni Turbanti