L’avvicinarsi del centenario della nascita (13 febbraio 2013) di Giuseppe Dossetti ripropone all’attenzione di tutti la figura e il pensiero di questo personaggio che ha inciso radicalmente nella vicenda dell’Italia del Novecento.

Formatosi in una stagione contrassegnata dall’esplosione dei nazionalismi e dall’affermarsi dei totalitarismi europei, Dossetti vive sin da giovane un’intensa esperienza religiosa, che lo mette anzitutto a contatto con le classi più emarginate di Reggio Emilia, la città nella quale compie i suoi studi superiori. Agli anni giovanili risale anche la scelta degli studi giuridici, intrapresi a Bologna e perfezionati a Milano, presso la prestigiosa sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Lo scoppio della guerra coinvolge anche Dossetti: dapprima lo impegna in un intenso programma di riflessione sulle condizioni dello Stato e sulle responsabilità della Chiesa nell’affermazione del regime fascista. Con la caduta del regime Dossetti viene coinvolto nella lotta resistenziale. Una lotta che risulta difficile sia per la scelta dell’uso delle armi, che per la condizione di resistente “cattolico” in un contesto in cui sono prevalenti le formazioni partigiane comuniste. Alla fine del conflitto Dossetti si impegna attivamente, dietro richiesta di De Gasperi, sul fronte politico, partecipando con ruoli di primo piano nella Democrazia Cristiana: è membro della segreteria del partito, viene designato alla Consulta e, immediatamente dopo, prende parte ai lavori dell’Assemblea Costituente. In quest’ultimo ambito emergono le capacità del giurista Dossetti, capace di dare apporti fondamentali per la definizione degli assetti costituzionali dell’Italia uscita dal conflitto: interviene su questioni cruciali come il diritto di famiglia, del lavoro e della libertà religiosa. Soprattutto fornisce un apporto fondamentale alla definizione dei rapporti tra Stato e Chiesa, favorendo la menzione dei Patti lateranensi all’interno dell’art. 7 della Costituzione italiana e trovando per questa via una soluzione al contenzioso tra religione cattolica e Stato italiano che rischiava altrimenti di riaprirsi. È in questi anni che si consolida il suo rapporto con Giorgio La Pira e con Alcide De Gasperi. Il suo approccio politico si rivela esigente e determinato. E questo origina un processo dialettico con le altre anime del partito in cui opera. L’analisi della crisi italiana lo convince della necessità di operare anche in ambiti esterni alla politica. Sempre di più, all’inizio degli anni Cinquanta, la sua attenzione si rivolge alle vicende del cattolicesimo italiano: decide a questo punto di dare vita a Bologna a un Istituto di ricerca rivolto appunto ad investigare le dinamiche storiche, teologiche e sociali del cristianesimo. Il suo impegno religioso conosce svolte importanti tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta, quando diventa sacerdote e svolge un’intensa attività all’interno del Concilio Vaticano II (1962-1965). In aggiunta a ciò, decide di dare vita a una nuova famiglia religiosa, impegnata a promuovere una testimonianza di vita cristiana sia in Italia, e particolarmente nei luoghi che furono teatro delle rappresaglie naziste contro i civili alla fine della seconda guerra mondiale, sia in Medio Oriente, nei luoghi originari delle tre religioni monoteiste. Negli ultimi anni di vita riprende il suo impegno politico, rivolto a rileggere il testo della Costituzione del 1948, per evidenziarne i punti irrinunciabili e per chiarire gli aspetti che ancora non avevano ricevuto un’adeguata applicazione. 

Si tratta dunque di un personaggio la cui vicenda politica e religiosa, per molti aspetti davvero eccezionale, merita di essere adeguatamente investigata e conosciuta: sono ancora numerosissimi i suoi scritti che attendono di essere analizzati e pubblicati; così come deve essere ancora compiuta una seria indagine sugli archivi, politici ed ecclesiastici, che conservano epistolari, relazioni, interventi ed altre tracce documentarie dell’intensa attività politica, giuridica e culturale di Giuseppe Dossetti.

L'Istituto per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, nato dall’intuizione originaria di Dossetti di fondare, nel 1953, un istituto in cui i laici si dedicassero con il massimo rigore scientifico allo studio delle scienze religiose, intende quindi promuovere una serie di iniziative per riflettere in modo puntuale e documentato sugli apporti di Dossetti ai vari ambiti in cui si dispiegò la sua multiforme attività: quello giuridico e canonistico, quello  politico e quello ecclesiale. Ciò che ci spinge in questa iniziativa non è solo un debito di gratitudine verso chi è all’origine della nostra istituzione di ricerca, ma anche la convinzione che gli stimoli e gli impulsi che guidarono l’azione di Dossetti sono di straordinaria attualità e meritano di essere conosciuti e studiati. È stato quindi istituito presso il MIBAC il «Comitato Nazionale Giuseppe Dossetti» e alle pubblicazioni del centenario verrà affiancato un calendario di eventi che si svolgeranno, sotto l'Alto patronato del presidente della repubblica, in più giornate e in varie città italiane. 

Vi lavorano: Galavotti, Melloni, Nardelli

 

Le edizioni del centenario

 

Libri:

  • A. Melloni, “Religione e politica, gerarchia e partito”: la storia del quaderno fantasma di Cronache sociali (1948-1949), Donzelli 
  • Per la forza dello Spirito: discorsi conciliari del cardinale Giacomo Lercaro (1962-1965), a cura dell'Istituto per le scienze religiose, EDB 

 

 

Video:

 

Ebook:

  • G. Alberigo, Coscienza di un secolo. Lezioni su Giuseppe Dossetti, a cura di E. Galavotti, Istituto per le scienze religiose, fscire.it 
  • Il concilio e la grazia: contributi e letture del Vaticano II, a cura di Alberto Melloni, Istituto per le scienze religiose, fscire.it 

 

    
Gli eventi del centenario

Codice Fiscale: 92028270376

Copyright © Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII - realizzato da Servabit srl - hosting by Aderit srl