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L’archivio mette a disposizione, pur nei limiti di tempo consentiti dai prevalenti impegni di classificazione, digitalizzazione, edizione e ricerca, i fondi propri (quello di Dossetti e di Lercaro di più antico versamento o possesso), quelli lungamente attesi (in ispecie gli archivi Roncalli venuti a coronare e fecondare un impegno di studio iniziato praticamente all’indomani della sua morte), quelli venuti per donazione (ad esempio quello di Milani giunti per scelta della madre di don Lorenzo che intendeva garantire un contesto di studio ai carteggi del priore di Barbiana o quelli don Spadoni), quelli consegnati durante e per le ricerche sul Vaticano II.