When Worlds End – Seminario
21 maggio 2026 | Bologna e via Zoom
Giovedì 21 maggio 2026, dalle ore 17.00, presso la Fondazione per le scienze religiose in via S. Vitale 114, (BO) si terrà il quinto e ultimo incontro del ciclo seminariale When Worlds End. Religion and Crisis in Historical Perspective: Alain Schnapp, professore emerito dell’Université Paris I (Panthéon-Sorbonne), presenterà il suo volume Storia Universale delle Rovine. Dalle origini all'età dei Lumi, la cui edizione italiana è curata da Einaudi (2023).
Sarà possibile partecipare questo incontro anche da remoto, in modalità webinar, tramite la piattaforma Zoom al seguente link:
https://us02web.zoom.us/j/84296972539?pwd=HfumkgCAcsOwHaA0mjzRRwv5MPhRB3.1
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Il volume:
L’antico Egitto affidò la memoria dei suoi sovrani a giganteschi monumenti e imponenti iscrizioni.
Altre società preferirono stringere un patto con il tempo, come i popoli della Mesopotamia che, consapevoli della vulnerabilità dei loro palazzi di mattoni di fango, seppellivano nelle fondamenta le iscrizioni commemorative.I Cinesi dell’antichità e del Medioevo impressero la memoria dei re e dei personaggi illustri in iscrizioni su pietra e bronzo, le cui matrici erano custodite da scrupolosi antiquari. Altri ancora, come i Giapponesi del santuario di Ise, distruggevano per poi ricostruirle identiche, in un ciclo infinito, le loro architetture di legno e paglia. Altrove, in Scandinavia e nel mondo celtico, come in quello arabo-musulmano, sono i poeti o i bardi i responsabili del mantenimento della memoria. Greci e Romani consideravano le rovine un male necessario che bisognava imparare a interpretare per comprenderle. Il mondo medievale occidentale affronterà l’antico patrimonio con un’ammirazione venata di repulsione. Il Rinascimento intraprese invece un ritorno all’antichità diverso, considerandola un modello da imitare ma anche da superare.
Infine, l’Illuminismo costruí una coscienza universale delle rovine che si è imposta come «culto moderno dei monumenti»: un dialogo con le vestigia del passato che vuole essere universale e che questo libro testimonia con straordinaria dovizia.
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Il percorso si inserisce nell’ambito del nostro cantiere di ricerca Crolli, crisi, e (de)legittimazione del potere nella storia dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam che indaga i momenti di rottura nella storia delle religioni abramitiche.
Il progetto della pipeline mira a comprendere in quali termini le comunità religiose percepirono, interpretarono e affrontarono i momenti di crisi – crolli politici e collassi istituzionali, fino alla rielaborazione teologica e profetica di quegli eventi –, mettendo in luce le strategie di adattamento e di ridefinizione del potere spirituale e sociale.
I seminario propone uno sguardo di lungo periodo su come le crisi storiche vengano lette, raccontate e reinterpretate sulle tradizioni religiose, dalle Scritture alle narrazioni più recenti.
I temi spazieranno dalle traduzioni della Bibbia in arabo alla riflessione profetica sulla fine del mondo, dalla memoria della conquista di Gerusalemme ai dibattiti sul rapporto tra Cristianesimo e Islam in epoca medievale e moderna, fino alla costruzione di una storia universale delle rovine.
Prenderanno parte al ciclo in qualità di relatori Miriam Lindgren Hjälm (Stockholm School of Theology, Sankt Ignatios College), Ana T. Valdez (University of Lisbon), Alexander Marx (Institute for Medieval Research, Austrian Academy of Sciences), Davide Scotto (Università di Pavia), Eduardo Fernández Guerrero (Warburg Institute, London) e il professore emerito all’Université Paris I (Panthéon-Sorbonne) Alain Schnapp, che discuteranno casi di studio diversi ma accomunati dall’uso della crisi come occasione per ripensare il senso della storia e dell’autorità religiosa.
Per ulteriori informazioni e partecipazione: segreteria@fscire.it